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Il sito di Carla Ferraris

www.artewisteria.altervista.org.

 

Capita di ammirare "vetri" eleganti come quelli di Lalique; o quelli di Gallé, a Nancy, dove la sua Scuola vetraria strabiliò il pubblico più esigente fin dall' Esposizione universale parigina del 1891. O di sentirsi in Cina, in India, a Giava per via del batik, tecnica di decorazione della stoffa con colori vegetali, ultimo linguaggio simbolico - religioso della tradizione; o per il serti, raffinata lavorazione della seta: il colore steso col pennello traccia il disegno a contorni chiusi sostituendo alla cera, usata per il batik, la gutta resinosa che aderisce al tessuto senza penetrarvi. Il tour del mondo. In un solo pomeriggio, a Palazzolo Vercellese, su e giù per il laboratorio di Carla Ferraris, che fa confinare, nella geografia del paradosso, contrade francesi e spicchi di Oriente. Occhi irretiti, l'anima curiosa; si spazia tra le Arti applicate, le iridescenze delle paste, le cromie opalescenti dei decori. Lo stile originale sfida il tempo: '800,'900, ma tuffi anche più indietro. Nelle "piastrelle" musive Ravenna, romana e bizantina.
Troneggia il forno: alacrità artigianale e grazia incantevole fuse nell'oggettistica pregiata. Atelier dunque - o piccola galleria d'arte, evocatrice?- Una malia di vetro: echi, originali interpretazioni di motivi mitteleuropei Art Nouveau, o di modelli inglesi e statunitensi (il Walter Crane dell'Assalto degli iris e dei cigni, in questi aironi rosa di pianura?, il Tiffany del Mosaico dei pavoni, più stilizzato solo un po' più astratto?). Letture critiche che nulla tolgono alla originalità dell'artista, specie nei "quadri su vetro" e nei preziosi "serti in seta", anch'essi incorniciati: Scorci autunnali, Solitaire, China sunrise, suggestivi, tra gli altri, e su cui Carla Ferraris, dopo il fissaggio e la bollitura della seta (rigorosamente comasco il crépe de chine) ha disegnato, con colori luganesi, le sue emozioni di giovane donna innamorata della natura. E dei temi acquatici nel policromo in quest'ultimo "serti" Carla Ferraris fantastica di spruzzi, cieli, animali marini con freschezza esotica alla Hokusai e sicura maestria.
Sempre sorprendente il piacere del bello: e se l'imbrunire ormai infittisce la campagna vercellese di macchie scure, gli occhi sono ancora catturati da tutt'altra luce.

Luisa Facelli