Girovagando
per il Molise, sono sconfinato nell’Abruzzo montano capitando
in un paese antico e moderno contemporaneamente: Pescocostanzo.
Antico perché le case ed i palazzi risalgono al ‘400
ed al ‘500, moderno perché, dopo la seconda guerra
mondiale (di lì è passato il fronte quando l’armata
tedesca è stata battuta a Cassino), i suoi abitanti hanno
dovuto ricostruire il tanto che i genieri tedeschi fecero saltare
con gli esplosivi, per rallentare l’avanzata delle truppe
alleate.
La storia del paese racconta che le antiche attività
artigiane del merletto al tombolo, della filigrana, del ferro
battuto e dell’intaglio del legno, sono legate all’immigrazione
di maestranze lombarde tra la seconda metà del secolo
XV e il principio del XVIII.
Il merletto al tombolo è l’espressione più
alta dell’artigianato artistico abruzzese. Esso prende
etimologicamente tale nome dalla riproduzione dei merli e delle
torri merlate delle città nordiche. I pescolani, invece,
lo chiamano “pizzo”, cosi come chiamano “Monti
Pizzi” i monti che racchiudono l’area dei loro Altipiani.
Per gli abitanti di Pescocostanzo la tradizione del merletto
deve rimanere viva e vitale. Ad esso è stato, infatti,
riconosciuto un particolare pregio, derivante dall’influenza
dei merletti di Burano e di Milano, divenuto elemento distintivo
rispetto a quello d’altri centri abruzzesi come Scanno,
L’Aquila e Sulmona.
Il pregio è dovuto alla particolare maestria nella modulazione
del reticello con cui si decorano gli spazi lasciati liberi
dalle trine, ottenendo, così, delicati effetti chiaroscurali.
Mi hanno spiegato come il merletto sia ottenuto unicamente attraverso
l’intreccio di sottilissimi fili (di lino, seta o cotone)
senza l’ausilio d’alcun pezzo di stoffa, contrariamente
a quanto accade per il ricamo ad ago.
Inizialmente i merletti, com’è accaduto per i preziosi
ricami in seta, avevano una destinazione essenzialmente liturgica.
Poi cominciarono ad essere apprezzati, tra le classi aristocratiche
ed i ricchi borghesi, come decori per abiti (mi tornano in mente
certe figure maschili di Rembrandt con grandi colletti bianchi).
In tempi più recenti si è cominciato ad applicarli
alla biancheria, soprattutto a quella portata in dote dalla
sposa.
Visitando la scuola comunale di “Merletto a Tombolo”,
ho imparato come si produce il merletto: si parte da un disegno
appuntato con spilli sul tombolo (un cilindro di legno, imbottito
e foderato di stoffa scura) e tra questi spilli s’intrecciano
i fili.
L’insegnante, gentile e paziente nel rispondere alle mie
insistenti domande, mi ha fatto notare come l’arte del
merletto al tombolo sia “corale”, perché
comporta il coinvolgimento d’altri artigiani. Il sarto,
per la preparazione del tipico “cuscino” (il tombolo)
e la sua imbottitura in falasco (pianta che serve anche per
impagliare sedie e fiaschi); il falegname, per la realizzazione
dei fuselli torniti in legno di pero o d’ulivo; il disegnatore,
per l’elaborazione dei disegni (le “stampe”).
Per quanto riguarda la parte commerciale, un possibile sbocco
può essere rappresentato dalle cosiddette “applicazioni”
(biancheria, capi d’abbigliamento, tessuti per arredamento),
purché si riesca a trovare un equilibrio tra le esigenze
delle imprese, specializzate in queste particolari produzioni,
ed i ritmi lenti che la realizzazione artigianale del merletto
comporta. |
| inizio pagina |
Informazioni
Pescocostanzo
situata 1.400 s.l.m. nella regione degli Altipiani Maggiori
d’Abruzzo domina, dalle pendici del monte Calvario, la
piatta conca di prati dell'altopiano del Quarto Grande. Appartiene
alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque
Miglia.
Ha
un notevole patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi
che testimoniano lo svilupo artistico e culturale avvenuto tra
il 1440 e il 1700.
a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale
che sviluppò soprattutto |
| Il
municipio e la sua piazza |
.gif)
Il municipio
visto dal sagrato della Basilica della Madonna del Colle |
La piazza
con la caratteristica fontana |
.gif) |
.gif) |
inizio pagina
| Il
Santuario Basilica della Madonna del Colle originario del
secolo XI, ricostruito nel '400 e ingrandito nel 1558, con
interno barocco, conserva la statua della Madonna del Colle
in legno policromo. |
La basilica
vista dalla piazza del municipio |
Il
portale è trecentesco. L’affresco dell’incoronazione
della Madonna, sito sulla lunetta del portale, è
del 1715. |
Interno
della Basilica della Madonna del Colle: l'altare maggiore |
| inizio pagina |
.gif) .gif)
| Una veduta
del centro storico ed un fregio riproducente uno stemma nobiliare |
| |
| inizio pagina |
.gif)
Palazzo Fanzago
Opera progettata da Cosimo Fanzago, fu costruito nel 1624 come
convento di clausura per le religiose di Santa Scolastica. E’
sede del museo dell’artigianato artistico e della scuola
di tombolo.
Chiesetta
di san Giovanni
inizio pagina
Il
Merletto al Tombolo
Tre
momenti della lavorazione del " Merletto a Tombolo
dove si vede il gioco dei fuselli nell'intreccio dei fili
agganciati agli spilli. |
 |
|
 |
inizio pagina
Una
produzione delle donne pescolane poco conosciuta è
quella dei tappeti
I
tappeti prodotti a Pescocostanzo differiscono da quelli
orientali annodati ed assomigliano alle tovaglie perugine
ed ai tappeti tessuti dalle popolazioni del Caucaso della
regione Karabagh, detti Sumak. Anche le tinture a Pescocostanzo
come nei centri del Caucaso sono ricavate da sostanze
vegetali ed organiche. |
|
inizio pagina
|
|