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Ancora
sul disastro ferroviario di sabato sulla linea
Vercelli - Pavia.
Come era da prevedersi, è stata aperta
un'inchiesta sulle cause che hanno determinato
il disastro ferroviario di sabato scorso presso
il casello N. 2 della linea Vercelli - Mortara -
Pavia.
E' giunto ieri mattina fra noi,all'uopo, il
commissario governativo signor Livraghi, che col
cav. Vitale, ispettore della nostra stazione,con
l'ing. capo stazione Calderini, il capo deposito
signor Gola e l'ing. del mantenimento signor
Bonacossa, procederà oggi alle stesse indagini
necessarie.
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Abbiamo buone notizie del macchinista Fauri: la
contusione che riportò non ebbe a produrgli
conseguenze più gravi, ed è uscito ieri l'altro
dall'0spedale.
Meglio così! Il bravo macchinista è un po'
perseguitato dalla iettatura. Ci dicono che è
questo il quarto disastro di cui è vittima. Gli
auguriamo miglior fortuna per l'avvenire.
Col
treno N. 506, che arriva a Vercelli alle ore
16.50, la linea fu ieri l'altro completamente
ristabilita. I treni però rallentano in quel
punto la corsa e procedono a passo d'uomo dal
casello N. 2, presso cui avvenne il
fuorviamento del treno, alla progressiva 1300.
- Ieri mattina si sono cominciati i lavori
per rimettere sulle rotaie la locomotiva
Mella e l'ultimo vagone.
- Il danno cagionato dal disastro pare
debba ascendere ad una quarantina di mille lire.
- Sul treno, oltre ai già nominati, vi
erano anche un tenente di fanteria, il signor
Ceresetto, negoziante di farine, ed il signor
Edoardo Volpi, figlio al capitano cav. Ernesto,
il quale fu dei primi ad accorrere in aiuto del
macchinista e del fuochista feriti ed a portar
loro i primi soccorsi, accompagnando il
macchinista all'Ospedale.
- Testimoni oculari assicurano, che il
contegno del fuochista fu ammirabile per il
sangue freddo e la presenza di spirito con cui
provvide alle prime emergenze e a rassicurare i
viaggiatori. |