La
Chiesa attuale è costruzione del primo Settecento,
avvenuta dopo i danni che aveva subito l'edificio precedente
in seguito all'assedio francese di Vercelli del 1704.
A semplice pianta basilicale
con luminosi matronei e lindi altari, comincio ad essere
resturata nel 1719. Altri lavori di fondamentale importanzafurono
eseguiti fra il 1772 e il 1776 sotto la direzione dell'architetto
Mario Ludovico Querini.
È suggestivo l'assieme della costruzione visto dall'esterno:
dalla facciata in semplici mattoni al protiro simile ad
un portico, dal fianco sinistro al campanile.
Domina il cotto, così diffuso nella pianura vercellese
e novarese.
Sul fianco destro abbiamo i fabbricati del convento, vasti
e con chiostri. Interessanti il refettorio, che giunse ad
ospitare nel Cinquecento fino a cinquanta frati: in esso
si trovava una Crocifissione di stampo gaudenziano, ora
al Museo Borgogna. Nella parete opposta a quella in cui
si trovava la Crocifissione esistono ancora vasti frammenti
di una «Moltiplicazione dei pani», mossa scenograficamente
secondo dettami che si richiamano da lontano a Gaudenzio
Ferrari. Diversi medaglioni con belle figure di santi sono
ancora visibili lungo le pareti in alto.
In chiesa, sull'altare grande a sinistra, figura il «Martirio
di San Bartolomeo», opera di un ignoto manierista
raffinato nel creare un bel contrasto tra il corpo del santo
e un robusto manigoldo.
Dopo l'altare suddetto attraverso una porticina si entra
nella cappella gotica, notevole per gli affreschi presenti
negli spicchi della volta. Questi affreschi sono interessanti
sia per i problemi che essi pongono che per la novità
dell'iconografia. Dal centro della cappella, volgendo le
spalle alla porta d'entrata e osservando gli spicchi in
senso antiorario, abbiamo il «Cristo di misericordia»,
l' «Annuncio della morte alla Vergine», i «Funerali
della Vergine», l' «Assunzione della Vergine».
Secondo la Brinzio siamo dinanzi ad un'opera di scuola locale
della metà del '400 o poco più. Tuttavia la
presenza di S. Giovanni da Capestrano bella teoria di santi
sotto il Cristo ha spinto Mario Cappellino a far risalire
gli affreschi a non prima del 1514 («I francescani
a Vercelli», Vercelli 1977: «L'Epoca degli
affreschi si può ricavare osservando lo spicchio
che raffigura il Redentore entro una mandorla con fiaccole
capovolte, simbolo del fuoco dell'amore di cui vuole incendiare
il mondo... Inginocchiati a destra per chi osserva ci sono
S. Giovanni Battista, S. Maria Maddalena, e S. Giovanni
da Capestrano... Ora S. Giovanni da Capestrano morì
il 23 Ottobre 1456 e venne permesso il culto da Leone X
nel 1514: pertanto gli affreschi non possono essere anteriori
a questa data»). Questa opinione postrebbe essere
sostenuta ricordando anche che in una area provinciale ci
sono spesso ritardi di decenni nel rinnovarsi degli stili.
Si deve però aggiungere che le scene della Vergine
non sembrano - dati i moduli ricorrenti i ignoti pittori
della fine del '400 a Vercelli (affreschi di S. Marco a
Vercelli) - riferibili al '500 e al secondo decennio, quando
sono presenti attivi in Vercelli Gerolamo Giovenone e Gaudenzio
Ferrari. |