Affreschi realizzati tra il 1939 ed il 1940 dal pittore vercellese Francesco Giuseppe Rinone.
Nel periodo post bellico furono nascosti ricoprendoli con una vernice bianca.
Abbastanza recentemente furono riportati alla luce.
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Francesco Giuseppe Rinone
(Vercelli 1901 - Vercelli 1982)

Scheda biografica, da uno scritto di Giuseppe Bo
Nacque a Vercelli nel 1901. Il padre, valente decoratore, pur inserendolo nell'azienda, non ostacolò la sua vocazione per la vera pittura.
Frequentò il locale Istituto di BelleArti e, aggiudicatasi per concorso la borsa di studio messa a disposizione dall'Istituto, si iscrisse all’Accademia di Brera ove concluse in modo lodevole, nel 1930, gli studi accademici che lo videro allievo, tra gli altri, di Ambrogio Alciati, Aldo Carpi, Camillo Rapetti.
Dopo l'accademia si dedicò esclusivamente alla pittura che divenne l'unica sua fonte di sostentamento per tutto il resto della vita: e, in una piccola città, un fatto del genere, senza il supporto di un adeguato patrimonio familiare o di mercanti, va considerato assai raro. Operò esclusivamente a Vercelli e per Vercelli resistendo alle lusinghe dei grossi centri ove si limitò a. partecipare ed a vincere alcuni importanti concorsi.
Fondò e gestì una sua. personale scuola e diversi suoi allievi stanno facendosi onore nell'attuale contesto. Fu membro della commissione Diocesana d’arte Sacra.
Affreschista di valore, ne possiamo ammirare le opere di carattere sacro in diverse chiese della città, e della bassa Vercellese mentre i suoi famosi affreschi nel salone dell'ex O.N.D. furono in pratica distrutti nell'immediato dopoguerra da chi volle sacrificare l'arte in nome di una libertà appena riconquistata.
L’Alciati esercitò in lui una grande influenza, soprattutto nel periodo giovanile. Il definitivo affrancamento della sua personalità va fatto risalire agli anni '40, quando, l'elegante pennellata del maestro fu sostituita da un'altra più rigorosa e ricca di risvolti introspettivi. Notevole la sua produzione (nature morte, paesaggi, ritratti, nudi femminili ad olio, a tempera, a carboncino). Soprattutto nei ritratti con relativi bozzetti e nei nudi femminili va considerato un grande in un ambito assai più vasto di quello in cui operò ininterrottamente fino alla morte sopravvenuta alla fine del 1982.
Suoi quadri al museo Borgogna di Vercelli ed in importanti collezioni italiane ed estere.

In alto a destra, Amedeo De Rege Thesauro
è rappresentato a cavallo.
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Titolo dell' affresco:
Il Fondatore dell' Impero
In alto a sinistra, con il braccio appoggiato sulla spalla, l'autoritratto dell'autore degli affreschi.
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Studio a carboncino per l'affresco "Il fondatore dell'Impero"
"La Provincia di Vercelli"  22 marzo 1940
Studio a carboncino per l'affresco "Il fondatore dell'Impero" raffigurante una sposa che dona la propria fede nuziale alla Patria il giorno 18 dicembre 1935..
L'affresco deturpato dallo spazio grigio che ricorda l'apertura di una porta avvenuta intorno agli anni '50. Lo stesso affresco a cui è stata aggiunta la figura di donna come appare nello studio a carboncino raffigurato in alto.
Ecco come si presenta l'ingresso dell'ex
Opera Nazionale Dopolavoro.

AMEDEO DE REGE THESAURO DI DONATO
CAPITANO NEI "LANCIERI DI AOSTA"
(CAVALIERI DI NEGHELLI)
CADUTO A MALCA GUBA (Africa Orientale)
IL 2 FEBBRAIO 1936
DECORATO DI MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE