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PALAZZO MONTANARO DI VIANCINO
 

In via Verdi al civico 27 si apre il portone del palazzo Montanaro di Viancino, una costruzione del secolo XVIII che fino ai primi anni '60 ha ospitato la sede della Banca d'Italia, quindi venne utilizzato come sede staccata del Liceo.

La ristrutturazione del palazzo, trasformato in condominio, era quasi finita quando il 6 Aprile 2005 è stato possibile scattare queste fotografie.

 
In questo riquadro si riporta la descrizione del palazzo tratta dalla guida
"Vercelli: invito a conoscere la città in 9 itinerari"
autori: Giuseppe Bo e Mario Guilla
edizione 1994
 
Di fronte al Museo Leone, ancora ben conservata, si eleva la facciata del palazzo Montanaro di Viancino, su cui recentemente Amedeo Bellini avanza dubbi fondati circa l'attribuzione a Benedetto Alfieri: "Lo schema architettonico, moto cotradditorio nelle due fronti su strada e laterale, e quannto rimane degli interni non mi sembrano attribuibili ad una personalità spiccata e pongono in dubbio la stessa data indicata per la costruzione, che sarebbe stata iniziata nel 1753. Anche se non si tratta di una prova conclusiva, è opportuno ricordare che nella corrispondenza tra l'arcidiacono del Duomo di Vercelli e gli architetti Alfieri, Ferroggio e Barberis, conservata a partire dal 1756, dove si fa spesso riferimento a diversi lavori eseguiti in Vecelli e dove si nomina talora un Montanaro di Viancino, non esiste alcun cenno a questo edificio nè per lavori di costruzione nè di rifiniture nè di arredo che certamente sarebbero stati ancora in corso".
Il palazzo nelle sue parti interne è poco riconoscibile, essendo stato modificatonel periodo in cui fu sede della Banca d'Italia (che ne enntro in possesso esattamente un secolo dopo che fu costruito). Oggi ospita una scuola privata, l'Istituto "Ugo Foscolo", la quale ha annessi un liceo artistico e un liceo linguistico parificati.
La facciata presenta la tipica decorazione piemontese a mattoni in vista e le cornici delle finestre del piano nobile, sobrie ed eleganti al contempo, sono realizzate sempre in cotto opportunamente modellato. La calda superficie è divisa in tre piani, ma le estremità, brevemente  estese e contenute da lesene, presentano un mezzanino al primo piano e un altro al piano nobile le cui finestre hanno una forma e una cornice ovale.
La parte centrale della facciata è costituita dal motivo dell'ampio portale sormontato da un balcone, ad andamento leggermente mosso, sul quale si apre una porta conclusa da un timpano arcuato in contrapposizione ai timpani triangolari delle finestre laterali. Sulla piazzetta Pugliese Levi l'edificio ha  una profondità che si estende per la misura necessaria a contenere due finestre, messe in opera con la stessa decorazione proposta nella facciata.
 
 
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Il palazzo come si presenta provenendo da piazza Cavour.

 

Nell'atrio ristrutturato sono state conservate le scritte che testimoniano l'utilizzo come liceo.
 Qui a sinistra la decorazione del soffitto ed un capitello con funzione decorativa.

 

Le scale con ringhiera di ferro battuto e la decorazione del soffitto dell'ultimo piano.

 

Uno scorcio del cortile