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piazza Ambrogio Alciati |
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Billiemme
strada provinciale per Asigliano |
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Immagini
e testo delle due lapidi murate a sinistra e a destra della
porta d' ingresso
della chiesa di
Santa Maria Immacolata in Billiemme |
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QUI GIACE IL CADAVERE
DEL FU GIOANNI CATTANEO
MORTO LI 19 8TTOBRE 1820
IN ETA D ANNI 88
PREGARE O FEDELI
PEL DI LUI ETERNO
RIPOSO |
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HIC
EAD.REVD.IO.MAR.DOMICUS.RAIJMUS.PRESBITER
VERCELL. CIVIS
XORD.MINCON.S.FRANCI.TH.DOT.DEFIN.PERPET
CONSUL
S.OFF.EXCAM.SIJN.CONF.ET.INSIGNIS.CONCION
OBIIT.DIE.28.JULII.1817.AETAT.AN.92.CIRCITER |
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Società Generale degli
Operai |
(n° civico 44)
Premio di virtù
al
Geometra Francesco Borgogna |
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numero civico 8 |
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Androne di via Cagna 15 |
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Caserma Ten.Col. G.Trombone de Mier |

Francesco Antonio Olivero |

Carolus Felix
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Ioseph M. Galleani |
piazza Camana 12 |
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Giovanni Antonio Bazzi
(il Sodoma) |
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Camillo Benso di Cavour |
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(n° civico 14
androne) De
Rege Thesauro Amedeo
ed il fratello
De Rege Thesauro Emanuele |
(n° civico 20)
Ricordo del soggiorno di
Napoleone Bonaparte
nell' anno 1800 |
(n° civico 23)
Riccardo Borgogna |
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Clemente Pugliese Levi
(n° civico
52)
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Re Umberto I° di Savoia
(giardini S.Andrea) |

Basilica S. Andrea
Vedere
la pagina dedicata |
ex Chiesa di Santa
Croce
Vedere
la pagina dedicata |
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via
Feliciano di Gattinara |
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numero
civico 11
Fratelli Giuseppe
ed Eugenio Garrone
e
Galante Garrone |
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| Monumento
a Giovanni XXIII |
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| Testo della dedica |
A GIOVANNI
XXIII
PAPA DELLA PACE
I VERCELLESI |
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| Particolari delle formelle |
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via
Giuseppe ed Eugenio Garrone Medaglie
d'oro
Giuseppe
Garrone 1886-1917
Eugenio Garrone 1888-1918
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Ospizio dei poveri
(n° civico 20) |
Elenco degli allievi caduti
per l'Italia |
Benefattori |
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| parco Kennedy (corso
De Gasperi) |
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Lapide a J.F.Kennedy
a cui è dedicato il parco,
presso la Stazione Ferroviaria |
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| corso Libertà
41 (androne) |
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Il maggiore Giovanni Randaccio morì in battaglia a S.Giovanni al Timavo il 28 maggio 1917, Gabriele D'Annunzio, che partecipò allo scontro, avvolse il suo corpo in una bandiera tricolore |
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Motivazione della Medaglia d'oro
“Manteneva sempre vivo nel suo battaglione quello spirito aggressivo col quale lo aveva guidato alla conquista d’importanti posizioni nemiche. Attaccava quota 28, a sud del Timavo, con impareggiabile energia, e, nonostante le gravi difficoltà, l’occupava. Subito dopo, colpito a morte da una raffica di mitraglia, non emise un solo gemito, serbando il viso sereno e l’occhio asciutto; portato alla Sezione di Sanità vi soccombette mantenendo anche di fronte alla morte quell’eroico contegno che tanto ascendente gli dava sulle dipendenti truppe quando le guidava all’assalto”. |
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| corso Libertà
300 (androne) |
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Secondo
la Chiesa Cattolica fra Dolcino è tuttora un eretico.
I sostenitori considerano fra Dolcino un riformatore della
Chiesa e, soprattutto, un precursore dei principi informatori
della Rivoluzione Francese e dello stesso Socialismo.
Il movimento Apostolico trasse la sua origine dal movimento
francescano andato in crisi dopo la morte (1226) di S. Francesco
d'Assisi. Fondato nel 1260 da Gherardino Segalelli. Gheradino
predicò il distacco della Chiesa da ricchezze e potere:
accusato di eresia fu arso vivo a Parma nel 1300.
Fra Dolcino, discepolo di Gerardino, riorganizzò il
movimento divenendone il capo carismatico. Accanto a lui spicca
la figura femminile di Margherita Bonininsegna che condivise
le sue battaglie e la sua tragica fine.
La dottrina dolciniana si può riassumere così:
- Abbattimento della gerarchia ecclesiastica e ritorno della
Chiesa alle sue origini di umiltà e povertà.
- Abbattimento dell'oppressivo sistema feudale.
- Liberazione umana da ogni costrizione e da qualsiasi potere
costituito.
- Organizzazione di una società paritaria, di mutuo
e reciproco aiuto, di comunione dei beni e di parità
di diritti fra uomo e donna.
Queste sue teorie preoccuparono seriamente le autorità
costituite che assoldarono mercenari per dargli la caccia
e reprimere il suo movimento.
Nel 1304, sempre in fuga, arrivò in Valsesia con un
seguito di 3000 persone. Il primo insediamento di dolciniani
fu a Gattinara, poi a Varallo ed infine a Campertogno. Sempre
inseguito da truppe mercenarie si attestò, nel biellese,
sui Monti Rubello, Tirlo e Civetta.
Su richiesta del Vescovo di Vercelli, papa Clemente V bandì
una crociata per reprimere definitivamente il movimento degli
Apostolici.
Il 23 marzo 1307 i dolciniani furono sconfitti. Fra Dolcino,
la sua compagna Margherita e Longino Cattaneo furono catturati
vivi.
Margherita fu arsa viva sulle rive del Cervo in presenza di
fra Dolcino che, dopo terribili torture, seguì la stessa
sorte insieme a Longino Cattaneo. |
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| La lapide ricorda
le vittime del bombardamento aereo avvenuto l'11 Febbraio
1945 |
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| L'antica sede del
Monte di Pietà con lo stemma ed i medaglioni dei personaggi |
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| largo Nino Marinone
(via Galileo Ferraris) |
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Amedeo Avogadro di Quaregna |
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La cappella del palazzo |
Augusto Avogadro di Vigliano
Caduto nel 1917 durante
la Prima Guerra Mondiale |
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collocazione:
lato sinistro del
portico
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Trascrizione
del testo
Manifestazione delle mondariso vercellesi per la conquista
delle 8 ore
Vercelli 1° Giugno 1906
Il 1° Giugno 1906 negli uffici del Comune di Vercelli
fu firmato l'accordo
tra gli agrari e il sindacato dei contadini che portò
l'orario di lavoro
in risaia a 8 ore giornaliere.
Un risultato che deve essere consegnato al coraggio delle
mondariso
vercellesi ed a un uomo di sorprendente lungimiranza,
l'avvocato Modesto Cugnolio.
Questa targa a memoria degli avvenimenti che convalidarono
il riconoscimento ai lavoratori un diritto fra i più
importanti
della storia del lavoro.
Vercelli
1° Giugno 2007 |
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La targa per attestare
la ristrutturazione ed un particolare della piazza |
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Galileo
Ferraris

Galileo Ferraris
(Nel giardinetto
di fronte al n° civico 36)
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Sul
basamento del monumento è stata cancellata la
dicitura seguente:
Col trovato mirabile del campo
magnetico donò nuove armi all'industria per le
civili conquiste |
Leggere
l' articolo tratto da La Sesia del 24 ottobre 1896,
in cui si da notizia della nomina a senatore di Galileo
Ferraris. |
Leggere
l' articolo tratto da La Sesia del 1 agosto 1909,
in cui si commenta l'inaugurazione del monumento. |
Leggere
gli articoli tratti da Corriere Eusebiano di sabato
8 febbraio e di sabato 15 febbraio 1997 pubblicati
in occasione del centenario della morte dello scienziato. |
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| Bona
1858 |
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Al numero civico 6, sul pilastro sinistro del passo
carraio, è cementata la targa con l'iscrizione
"BONA 1858" con la raffigurazione di alcuni
attrezzi da muratore.
Il passo carraio era l' accesso ad una vasta proprietà
appartenente alla famiglia Bona. |
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Dante
Alighieri - Divina Commedia |
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Sulla
facciata dell'ex ospedale al n. civico 36 lato via Galileo
Ferraris alcuni versi della Divina Commedia che ricordano
Pier da Medicina, Vercelli e Marcabò |
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Stemma
Cardinale Guala Bichieri |
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Portone d'ingresso
al n. civico 36: stemma del Cardinale Guala Bichieri |
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Fontana
"l' Agricoltura" |
Al
centro della piazza Roma è posta la fontana sormontata
dal gruppo bronzeo rappresentante "l'Agricoltura".
La fontana non è quella originale, il basamento è
stato sostituito nell'anno (sono alla ricerca della data)
con quello attuale.
L'opera venne donata alla città da Antonio Borgogna
ed è opera dello scultore Attilio Gartmann.
L'inaugurazione si tenne il 2 Agosto 1909.
Vedere
la pagina dedicata Le immagini
sono provvisorie
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| Don Secondo Pollo |
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| Don Secondo Pollo |
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| Don Secondo Pollo |
| (Seminario Arcivescovile) |
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| Antonio Rosmini |
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| Antonio Rosmini |
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| Antonio Rosmini |
| (Seminario Arcivescovile) |
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| Vittorio della Rolle |
| (Seminario Arcivescovile) |
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| Vittorio della Rolle |
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| (all'interno
del porticato dell'ex Collegio delle orfane) |
Isabella Cardona
fondatrice del Collegio
delle Orfane |
Felice Monaco
medaglione eseguito dallo
scultore Ercole Villa (vedi) |
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geom. Luigi Quagliotti |
geom. Pasquale Todi |
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| via Giuseppe
Verdi 62 (androne) |
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Immagini
provvisorie, saranno sostituite con altre migliori.
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EBBE
IN QUESTA CASA LA VITA
IL 7 GENNAIO 1896
EUGENIO ARA
VOLONTARIO CICLISTA
LAUREATO AD HONOREM IN MEDICINA E CHIRURGIA
CADUTO EROICAMENTE IL 16 MAGGIO 1916
DIFENDENDO E MANTENENDO MONFALCONE ALL' ITALIA |
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