| Le prime fotografie
pubblicate su "La Sesia" il 2 Giugno 1895 rappresentano
due personaggi illustri: Eugenio Stefano Stara (a sinistra) e
Luigi Guala (a destra). Questi busti erano collocati nel giardinetto
laterale del Municipio in via Vallotti. Sono state rubati
ed ora sostituiti con copie in gesso. (Le due fotografie
non possono essere ingrandite) |
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Disastro ferroviario: La Sesia 19 Marzo 1895 |
Ancora
sul disastro ferroviario di sabato sulla linea Vercelli - Pavia.
Come
era da prevedersi, è stata aperta un'inchiesta sulle cause che
hanno determinato il disastro ferroviario di sabato scorso presso
il casello N. 2 della linea Vercelli - Mortara - Pavia.
E'
giunto ieri mattina fra noi,all'uopo, il commissario governativo
signor Livraghi, che col cav. Vitale, ispettore della nostra
stazione,con l'ing. capo stazione Calderini, il capo deposito
signor Gola e l'ing. del mantenimento signor Bonacossa, procederà
oggi alle stesse indagini necessarie.
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Abbiamo buone notizie del macchinista Fauri: la contusione che
riportò non ebbe a produrgli conseguenze più gravi, ed è uscito
ieri l'altro dall'0spedale.
Meglio
così! Il bravo macchinista è un po' perseguitato dalla iettatura.
Ci dicono che è questo il quarto disastro di cui è vittima.
Gli auguriamo miglior fortuna per l'avvenire.
Col
treno N. 506, che arriva a Vercelli alle ore 16.50, la linea
fu ieri l'altro completamente ristabilita. I treni però rallentano
in quel punto la corsa e procedono a passo d'uomo dal casello
N. 2, presso cui avvenne il fuorviamento del treno, alla
progressiva 1300.
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Ieri mattina si sono cominciati i lavori per rimettere sulle
rotaie la locomotiva Mella e l'ultimo vagone.
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Il danno cagionato dal disastro pare debba ascendere ad una
quarantina di mille lire.
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Sul treno, oltre ai già nominati, vi erano anche un tenente
di fanteria, il signor Ceresetto, negoziante di farine, ed il
signor Edoardo Volpi, figlio al capitano cav. Ernesto, il quale
fu dei primi ad accorrere in aiuto del macchinista e del fuochista
feriti ed a portar loro i primi soccorsi, accompagnando il macchinista
all'Ospedale.
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Testimoni oculari assicurano, che il contegno del fuochista
fu ammirabile per il sangue freddo e la presenza di spirito
con cui provvide alle prime emergenze e a rassicurare i viaggiatori.
Il testo, riportato per comodità del lettore, è quello che compare
nella prima immagine |
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La
cronaca è del 25 dicembre 1894. Nonostante le considerazioni
del cronista si può dedurre che per Vercelli fu in ogni caso
un avvenimento importante, essendo l'opera una novità poiché
Giacomo Puccini la terminò appena due anni prima.
E'
la dimostrazione di quanto all'epoca a Vercelli fosse
vivace l'interesse per il melodramma e la città richiamasse
dall'esterno un pubblico di appassionati, certamente quello
della piccionaia, e di attenti all'evento mondano. |
La
cronaca dello spettacolo.
Data
la ricorrenza di un giorno feriale, date le abitudini del nostro
pubblico, data anche la lunghezza della stagione lirica ed altre
circostanze avverse, il teatro Civico presentava, mercoledì
sera, un aspetto discretamente animato. La platea, i palchi,
la piccionaia e le poltrone occupate, ma non gremite.
In
prevalenza, l'elemento non totalmente vercellese. Di più il
pubblico era molto nervoso, molto arcigno, poco facile ad approvare,
difficilissimo all'applauso.
Con
questo ambiente, impossibile destare entusiasmo.
Ruppe
il ghiaccio la bravura del maestro P. Vallini, che si fece applaudire,
unitamente all'orchestra, per ....... |
| La storia del libretto.
Ispirata
al romanzo dell'abate Antoine François Prévost Storia del cavaliere
Des Grieux e di Manon Lescaut, Manon Lescaut fu composta fra
l'estate del 1889 e l'ottobre del 1892. Più di treanni dovuti
alle complicazioni nella scrittura del libretto, passato
tra le mani di cinque letterati. Iniziato da Ruggero Leoncavallo,
fu scritto in gran parte da Marco Praga e Domenico Oliva. A
completarlo fu Luigi Illica. Questa girandola di librettisti,
attesta come l'impianto drammaturgico vada attribuito a Puccini,
che addirittura eliminò un atto: quello del nido d'amore degli
innamorati, tra gli attuali primo e secondo atto. |
| Raffigurazione di alcune scene illustrate
ad opera dell'artista Bonamore di cui non si hanno notizie. Era
un vercellese? |
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Questa scena è stata capovolta in fase di stampa, lo si deduce
dalla firma capovolta dell'autore |
In basso a sinistra compare chiarissima la firma dell'autore.
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| Gli attori protagonisti: i testi
trascritti sono quelli che accompagnano i ritratti. |
Amelia
Borda
Mezzo soprano. E' una giovane
alunna del liceo musicale di Torino, dove studiò sotto la direzione
del maestro Fricci. Essa giunse fra noi preceduta da giudizi
assai lusinghieri, che attestano della grata memoria da lei
lasciata nei varii teatri dove si produsse..... |
Giuseppe
Gabutti Secondo baritono.
Non dimentichiamo il piccolo Gabutti, Gabutti exiguus. Piccolo,
percè ha un personcino breve; ma in compenso una fisonomia mobilissima
e parla più cogli occhi che colla lingua.
Senza essere un veterano della scena lirica, è però una certa
dose di anni che si trova in arte, dove dice di trovarsi anche
bene. |
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Purtroppo
senza nome
Le cronache teatrali hanno sempre avuto parole lusinghiere al
suo riguardo. Si è data all'arte giovanissima e le fatiche della
scena non le hanno sciupata la voce bellissima, squillante negli
acuti con sonorità metalliche |
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Amedeo Lando |
Enrico
Moreo
Baritono. Egli pure è da poche anni in arte. Giovanissimo, lasciò
il commercio che esercitava con svegliata intelligenza, per
dedicarsi esclusivamente al canto e al teatro.
Studiò
a Milano alla scuala della celebre Romanò e diede presto saggio
delle sue doti vocali e degli studi cui attese con passione,
in parecchi teatri: Mantova, Sassari, Parma, Milano, Voghera
e altri molti, producendosi in numerosi e varii spartiti:
Gioconda, Rigoletto, Ernani, Manon, ecc. ecc., e recentemente
nella Maruzza del maestro Floridia, che egli cantò dietro
incarico personale avutone dallo stesso autore dell'opera. E'
un giovanotto alto di persona, dall'aspetto simpatico, cui il
costume della scena s'addice magnificamente
Giovane com'è promette assai,assai; e appunto perchè giovane
vorremmo dirgli di abbandonare certi gesti troppo larghi, da
telaio meccanico, che sulla scena guastano la buona impressione
lasciata dalla sua figura. |
Alfonso
Pagani
Tenore. E' alle sue prime armi. Prime per modo di dire,poichè
passeggia la scena da oltre un anno. E' nativo di Milano......... |
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Generale Raffaele Cadorna (20 settembre 1895)
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Vice Ammiraglio
Marchese Del Carretto (20 settembre 1895)
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Generale Giovanni Durando biografia nell'immagine ingrandita
(8 settembre 1895) |
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Tenente Fiorenzo Francone
(2 febbraio 1896)
biografia nell'immagine ingrandita |
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Colonnello Luigi Beretta (8 settembre 1895)
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Generale Enrico Cialdini (28 maggio 1893)
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Capitano cav. Giuseppe Noè (1 novembre
1894) |
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Vedi a fianco>>>>> |
Colonnello G.B. Tavallini
Maggiore Comandante l'artiglieria della 12° Divisione
Colonnello Medico Lorenzo Giacometti
Medico Capo del corpo di spedizione
Tenente Colonnello Felice Gola
Maggiore del 21° Battaglione Bersaglieri (20
settembre 1895) |

Generale Cesare Ricotti
Ministro della Guerra nel 1870 (20 settembre
1895) |
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Tenente Lodovico Ropolo (8 settembre 1895)
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Capitano Enrico Segre biografia nell'immagine ingrandita
(10 gennaio 1897) |
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Il 28 Maggio
1893 viene commemorata la battaglia di Palestro - Vinzaglio
- Confienza con la
"Commemorazione delle vittime gloriose delle due
ultime giornate del Maggio 1859" |
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Conte Emanuele Chiabrera |
Giuseppe
Trombone.
Di
questo valoroso soldato Vercellese, che, ferito a Novara, alla
Sesia, a Castelfidardo, moriva il15 agosto 1866 a Verona, prigioniero
di guerra, in seguito alle nuove ferite riportate alla battaglia
di Custoza, alla test a del suo reggimento, pubblichiamo oggi
il ritratto, dovuto alla penna di Quinto Cenni, e lo stato di
servizio, che è una splendida pagina di valore e patriottismo.
(testo che accompagna il ritratto) |
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Il Maggiore Chiabrera a Palestro |
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La morte del Tenente Romolo? a Vinzaglio |
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Corona di bronzo che
gli ufficiali del 9° e 10° fanteria depongono sull'Ossario
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Monumento eretto in Palestro al soldato Italiano |
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Ossario di Palestro |

Quartier Generale
di Vittorio Emanuele a Robbio |
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L' antica cappella di San Rocco ora ridotta a Ossario |
La cappella trasformata |
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Vinzaglio la manifestazione |

Castello e Chiesa di Vinzaglio |
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